Maldarizzi

L’auto del Papa è la “Papamobile”, anzi no: è la “Papamercedes”

02 luglio 2013

Da decenni la chiamano “Papamobile”, ma forse non tutti sanno che il  fuoristrada su cui viaggia il vescovo di Roma è una Mercedes.

O meglio, due: una  M 500matic per i viaggi al di fuori dal Vaticano e una  G 500 torpedo utilizzata per gli eventi in Piazza San Pietro.

Un sodalizio, quello tra la casa automobilistica tedesca e la Santa Sede, che dura nel tempo.

Era il lontano 1930 quando, una 460-Nürburg divenne la prima Mercedes “pontificia”.

D’allora molte cose sono cambiate e molte “papamobili” si sono susseguite.

Specie negli ultimi anni, da quando cioè, la papamobile ha sostituito la sedia gestatoria, diventando un must. E di necessità virtù, scattanti jeep decappottabili bianche hanno preso il posto delle comode ed austere berline di rappresentanza.

A onor di cronaca il primato Mercedes è conteso dalla italianissima Fiat. Non solo per una mera questione numerica: l’idea di un’ auto per il Papa, nasce infatti da una geniale intuizione di Giovanni Agnelli, fondatore del Lingotto e nonno del mitico Avvocato, che volle donare – all’indomani dei Patti Lateranensi – una Fiat 525M a Pio IX.

Karol Wojtyla viaggiava su una Fiat 1107 nuova campagnola quando subì l’attentato il 13 maggio 1980. In seguito nascerà la concezione di una vettura moderna e blindata in grado di mettere in piena sicurezza il Pontefice anche quando si trova in mezzo alla folla.

Oggi, la “PapaMercedes M” è un auto bassa e leggera per consentire  facilmente  il trasporto aereo. Al suo interno presenta numerose tecnologie innovative volte a rendere ancora più efficiente l’impianto di climatizzazione e di illuminazione così come la comunicazione tra il guidatore e la “cupola” posteriore. La carrozzeria è, come tradizione, bianca madreperla.

Innovazioni automobilistiche, nel solco della più longeva tradizione.